Treno direttissimo 10648

La corsa del treno direttissimo 10648 partito da Sorrento alle 6:51 procedeva con un ritardo di nove minuti che presto sarebbe quintuplicato. Già alla brusca frenata del convoglio si sollevò un coro di sbuffate da parte dei passeggeri, una frotta di pendolari stipati gli uni sugli altri negli stretti corridoi a contendersi i pochi posti a sedere specialmente quelli con le prese elettriche per caricare i cellulari con cui ingannavano il tempo. Quando poi si accorsero che il treno restava fermo, erano passati già dieci minuti e ancora non si ripartiva, iniziarono a protestare apertamente, dobbiamo andare a lavorare, io ho una visita in ospedale, ma si può mai fare così? Qualcuno chiami il capotreno, i controllori passano solo quando vogliono loro, eh.
Purtroppo, il personale di bordo era troppo indaffarato per fare fronte ai malumori della folla. Una gigantesca creatura umanoide, la pelle rugosa del colore della terracotta e ali bianche rinsecchite se ne stava sdraiata con la faccia sui binari, immobile come i campi circostanti. Quando dopo una mezz’ora qualcuno si ricordò di far passare un annuncio per illustrare la situazione ai gentili viaggiatori una signora anziana, ventaglio alla mano e faccia storta esclamò ancora?! È già la terza volta questo mese. Lo annaffiassero alla svelta, così si toglie dalle palle.

Antonio Vangone

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